c'è un uomo seduto di fronte all'ingresso del centro commerciale nel quale sto per entrare
ha il cellulare in mano
ne dimostra 40
veste come uno di 30
scrive messaggi adolescenziali, lo si capisce dall’ espressione ebete
lo fa con gli occhiali da vista appoggiati sulla punta del naso e la lingua che spunta lievemente dall'angolo sinistro della bocca
in quello destro la sigaretta, bruciata fino al filtro
appena entrato vengo aggredito da addobbi natalizi appiccicati sulle vetrina dei negozi o appesi al soffitto, erba di plastica e palle rosse di vetro
! quanta tradizione
! quanto ordine
! quanta accoglienza
con un mese d'anticipo, ricreano un' atmosfera così squisitamente familiare
da indurti ad accelerare il passo
sono diretto al negozio di giocattoli con in mano una bambola parlante
che non parla
la signorina del reparto chiede se ho messo le batterie
si, le ho messe
se ho inserito correttamente il dischetto nella fessura dietro la schiena
si, l’ho fatto
mi dice con aria sufficiente, che la bambola è fuori dalla confezione originale
a questa non rispondo
cosa vuole, che bestemmi?
la guardo
avrà ventidue anni. laureata? penso proprio di si
giurisprudenza? scienze delle comunicazioni? storia dell’arte?
è uguale, tanto ora vende bambole
penso che dev’essere già abbastanza penoso parlare di bambole, dischetti e confezioni aperte tutto il giorno, quindi mi trattengo e sorvolo sul fatto che mi stia facendo perdere tempo e girare i coglioni. le chiedo gentilmente se c’è un responsabile con cui parlare.
torna
se è possibile, le sto sul cazzo ancora più di prima
mi da la bolla per effettuare lo scambio “ovviamente solo con lo stesso prodotto”, ci tiene a precisare.
(mi dispiace avere ragione signorina, e mi dispiace anche per la sua laurea accuratamente riposta in cameretta, la stessa in cui da piccola era solita prendere il te con i peluche e le barbie, ignara del fatto che a tavola, con lei, c'erano i suoi futuri datori di lavoro.
Posso anche dispiacermi per i suoi genitori se vuole, ma non sapevo proprio come fare ad infierire meno di così.)
mentre esco dal centro commerciale
mi domando se sono stato così gentile
perché i commercianti hanno deciso di anticipare il natale
o semplicemente perché mi stia abituando a
questo
fuori il vecchio teenager intanto
è stato raggiunto dalla moglie grassa
l’espressione da ebete è la stessa
solo meno felice
lei i suoi 50 anni li porta con noncuranza
nel senso stretto della parola
con la bambola di mia nipote sotto braccio
penso che i
tat
tvb
3msc
che poco prima spediva con tanto trasporto, probabilmente non fossero diretti alla sua signora.
mi dirigo verso la macchina, salgo
l'accendo, e con lei una convinzione:
non importa quanta strada possa far scorrere sotto il culo
da tutto ciò, non si fugge.
L'altro giorno una lettrice (che "lettrice" presuppone che tu sia uno scrittore, e la cosa solletica l'ego, il super ego e l'iper ego che penso sia una mia esclusiva), l'altro giorno questa lettrice mi dice:
" Il tuo blog è troppo destabilizzante, prima mi fai ridere, il post dopo mi fai piangere poi ti rimetti a scherzare, secondo me hai qualcosa che non va".
Ora, sorvolando inutili dettagli ( dopo due scambi di PVT era chiaro che "qualcosa che non va" andava letto come "secondo me scopi poco", e il nobilissimo intento per cui mi aveva contattato era quello di DARMI la cura), la sua osservazione mi ha fatto riflettere. Ma prima di andare avanti diamo tempo ai maschietti libidinosi che hanno aperto un blog al solo scopo di ciulare di rosicare un un tantino..
Dicevo: mi ha fatto riflettere.
Uno apre un blog per i motivi più svariati.
O meglio, uno per un motivo, due per un altro, tre un altro ancora e via dicendo.
Qualunque sia il motivo che vi spinge ad aprire un blog, sappiatelo, alla fine convergerete tutti nel pessimismo cosmico. Io sarò li ad aspettarvi e distribuirò le magliette con la scritta
" La vita è una merda e noi siamo le mosche".
Tu che sorridi col sorrisetto "a me non m'aspettare, che io penso differente, io penso positivo, io nella vita sfondo..." Tu, proprio tu, che taglia porti?
Tutti hanno un sogno nel cassetto. Il problema è che il sogno spesso è così bastardo da ficcarcisi dentro portando con se la chiave.
Scatterhead: - Esci fuori stronzo. -
Sogno nel cassetto: - No. -
Scatter: - Esci che ti realizzo. -
Sogno: - Sto bene così, grazie… -
Scatter: - Dai esci che ci divertiamo. –
?: - E’ un trucco non cedere… -
Scatter: - E tu chi cazzo sei? Che ci fai li dentro col mio sogno? –
?: - Come sospettavo il soggetto soffre di un disturbo borderline della personalità, instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore… chiedigli se fa uso di cocaina.
Sogno: - Fai uso di cocaina? –
Scatterhead: - Ma vaffanculo! -
?: - … rabbia immotivata e intensa… un ulteriore conferma. E’ importante che tu non apra. -
Sogno: - E chi apre? So mica scemo.
Scatterhead: - Senti tu, lascia libero il mio sogno e nessuno si farà male… Piuttosto chi cazzo sei?-
? : - Giacomo Leopardi, piacere. –
Scatter: …
Sogno: …
Leopardi: …
Scatter: - Che culo, il mio sogno chiuso nel cassetto con il padre del pessimismo cosmico. –
Leopardi: - E gli altri due pessimismi da me inventati dove li metti. -
Scatterhead: - Che altro può esserci peggio del pessimismo cosmico? -
Leopardi: - Nulla, ma per arrivarci bisogna quantomeno conoscere gli altri due. Quello storico e quello psicologico -
Scatterhead: - Senti, ho un sogno chiuso nel cassetto che fa comunella con Giacomo Leopardi, in questo momento non mi sento proprio il detentore dell’ottimismo…
Leopardi: - Si, ma puoi stare peggio -
Scatterhead: - Già, che scemo, perché accontentarsi? Sentiamo… -
Leopardi: - L’importante è che tu ti concentri sull’impossibilità di soddisfare la richiesta del tuo stesso “amor proprio” di un piacere infinito per intensità ed estensione; poiché questa richiesta non potrà mai essere soddisfatta interamente, l'individuo, anche nel momento di maggior piacere, continuerà a sentire l'assillo del desiderio non colmato. Questo assillo è di per sé patimento, sicché l’individuo, anche quando non soffre di mali materiali, è in stato di sofferenza per la sua stessa richiesta inappagata. Che ne pensi. -
Scatterhead: - Oddio! Ma è proprio quello che sento io!
Leopardi: - Troppo entusiasmo, prova senza esclamativo. Quel “sento” poi… denota un eccessivo coinvolgimento emotivo. Toglilo. -
Scatterhead : - hem… si, vediamo… Nonostante la cosa mi lasci del tutto indifferente…, immagino che la logica non possa portare a ragionamento migliore e quindi mi sento di abbracciare questa nuova filosofia di vita. -
Leopardi: - Manca qualcosa… -
Scatterhead: - … abbracciare questa nuova filosofia di vita MA con indifferente distacco.
Leopardi: - Fa come credi. -
Scatterhead: - Che inutile spreco di forze, tutti questi anni di sbattimento per raggiungere cosa? Voi restate pure nel cassetto, io ora vado a trovarmi un gruppo di darkettoni con cui leggere poesie che esprimano insoddisfazione e disagio, sentite questa: “ Il mio cuore sta sanguinando e… “
Leopardi: - Pensaci bene, non è più come se fosse stato trafitto da cento lamette affilate? -
Scatterhead pieno di ammirazione: - figooo…
Leopardi: - Come? -
Scatterhead: - Scusa, riformulo. Forse è così, forse no, la cambio anche se non servirà a nulla -
Leopardi: - Sei pronto. Puoi andare -
Scatterhead: - Si, ma prima voglio festeggiare, cioè… voglio con estremo distacco celebrare questa presa di coscienza con un taciturno e triste banchetto macrobiotico. Vado a prendere il servizio di piatti di carta buono...
Ecco. Sono ufficialmente un membro della cultura darkettona. Appena posso torno allo sfondo nero, ma soprattutto, da oggi non chiedetemi più nei commenti o nelle mail “come va?”.
Ne datemi inutili suggerimenti su come stare meglio.
O, se proprio non riuscite a mantenervi, fatelo con indifferente distacco.

Quando uno non aggiorna il blog per qualche tempo la prima cosa che tutti si aspettano da te è di essere aggiornati sulle fantastiche novità che ti hanno tenuto lontano per tanto tempo. Bene, siete pronti?
NON CI SONO NOVITA’.
E in più sono nervoso, intrattabile, odioso e antipatico.
Non ci sono novità... appunto.
Al piano di sopra ci sono lavori in corso.
Nel palazzo di fronte al mio ci sono lavori in corso.
La pizzeria sotto casa chiude all' una ma evidentemente questo è un dettaglio che conosco solo io: dall'una in poi tutti per strada sotto la mia finestra a riempire la notte con rimbombanti risate dal fragrante sapore di birra.
Il mercato stabile a due passi da qui apre alle 5.
Le macchine cominciano a parcheggiare alle 6.
Il signore gitano con il suo strumento che non ha nome si mette sotto i portici della piazza a due passi da casa mia.
Suona ogni giorno, dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Sempre la stessa canzone.
Quando venni ad abitare qui e la sentii per la prima volta pensai che romantico, un gitano che suona una canzone malinconica.
La seconda volta era ancora romantico ma mancava l'effetto sorpresa.
Oggi è solo quello stronzo di uno sporco zingaro, almeno imparasse una canzone nuova. CRISTO.
Che io sia stressato lo capisco anche dalla vescica di Colera Boss.
No , non trovo sessualmente eccitante la vescica di Colera Boss. E' che prima lo portavo a pisciare solo una, massimo due volte al giorno.
Si chiama minimo sindacale.
Lui non ne era particolarmente soddisfatto ma si limitava a girare per casa con faccia mesta e vescica gonfia.
Metteva anche una certa allegria, lo ammetto.
Ieri sera lo vedevo particolarmente felice e soddisfatto mentre innaffiava l'aiuola in piazza e all'improvviso ne ho capito il motivo: era la terza volta che riusciva a circuirmi facendosi portare fuori a pisciare.
Ha approfittato del mio stato confusionale quel bastardo.
Come dicevo in un altro post ottimista:
L'amore : va male
La salute: va male
Il lavoro: va male
Che altro dire? Ah! Si...
Una persona a me molto cara stà valutando l'ipotesi di farsi trasferire per lavoro (suicidarsi) a Kabul tra talebani incazzati e dodicenni che si fan saltare il culo in aria convinti di volerlo e per volere di Allah.
E poi ci sono io, che sto qui con il fagotto non del tutto sfatto, perchè qualcosa mi dice di non essere ancora arrivato a casa.
Figo eh?

Colera Boss è depresso. Più che depresso diciamo che è stressato. Stress da trasloco, dice il suo analista. A pensarci bene dava dei piccoli segnali, potevo capirlo da solo. L’altro ieri l’ho trovato che tentava di suicidarsi con gli involucri di plastica delle lattine da birra.
Quando gli ho chiesto spiegazioni mi ha risposto che l’aveva visto fare da dei delfini su Quark. Io li per li non c’ho detto niente. I pedagoghi insegnano che non bisogna reprimere le iniziative dei piccini.
Certo lo capisco, a Verona usciva di casa e c’aveva tutto il lungo Adige per sé. In più erano anni e anni di pisciatine, il suo odore ovunque… insomma tanto lavoro buttato all’aria, sarei depresso pure io.
A me Torino non dispiace per ora anche se è decisamente diverso vivere in una città VERA.
Da cosa si capisce se vivi in una città vera, chiedi o lettore sprovveduto?
Dai parcheggiatori abusivi, rispondo.
Ieri il dramma.
Ho perso il pirulino del piercing. Dopo le illazioni su buchi che si richiudono in 20 minuti del caro Chesterwilliam, ho pensato bene di tenere il piercing stando ben attento a non rimanere incagliato nel cuscino dormendo, risvegliandomi dissanguato.
Torino è piena di negozi di piercing e tatoo, ne ho due sotto casa e uno stanno cercando di aprirmelo in cucina.
Tutte le mattine prendo il tipo ursino e peloso e lo sbatto fuori.
Prima però ci offro il caffè, che non si dica che scatterhead sia inospitale.
Il problema è che è morto Gesù in questi giorni, se ho capito bene.
E, sempre se ho capito bene, quando muore Gesù i negozi chiudono e tutti hanno fretta di andare a bestemmiare in autostrada, per brevi fuori porta che, tra code in andata e code al rientro, durano più o meno quarantatre minuti.
Dicevo del piruletto del piercing. Vero che tutti i negozi sono chiusi ma…
Insomma scatterhead si incammina nella zona multirazziale di torino, che i torinesi per la poca presenza di italiani probabilmente chiamano "malfamata". Simpatici i torinesi.
Effettivamente passeggiarci mette un pò soggezione. Ci sono Gang di portoricani che si sfidano per il possesso della zona in duelli all'ultimo sangue con le carte dei pokemòn. Scene raccapriccianti. Purtroppo aveva ragione il mio pensiero buonista. Anche i cinesi chiudono per pasqua. Anche se sono convinto che sfruttino i giorni di festa cucendo jeans stipati in un sottoscala da 30 metri quadri.
E' anche vero che sono zone pericolose, io sono stato importunato.
C’era un arabo all’ angolo di una strada che mi chiedeva le sigarette. Ogni volta.
Dico ogni volta perché penso di aver fatto almeno tre volte il giro del quartiere.


Decisamente un periodo NO. La mattina litigo con il mio letto che di farmi uscire non vuole proprio saperne. Dopo qualche trattativa riesco a venirne fuori con un compromesso, lui si tiene sempre una delle mie calzette, accuratamente lanciate in random la notte prima di addormentarmi. Io non lo so francamente dove mettano le calzette i letti, forse si riuniscono la notte mentre noi ci ronfiamo sopra e se le scambiano come le figurine panini: "ce l'ho...ce l'ho... mi manca!!!".
Fatto sta che ormai non ho più un paio di calzette accoppiate. Tutte vedove di guerra.
Mi alzo e Colera mi accoglie con i suoi occhi a palla. Vuole mangiare, vuole fare la cacca, vuole fare la passeggiata vuole giocare, vuole le carezze vuole vuole vuole vuole. E tutto alle 7.30 di mattina. E tutto assieme. Cazzo non è facile svegliarsi e avere a fianco uno che nutre tutte ste aspettative nei tuoi confronti! Non è facile nemmeno camminare quando come metti piede a terra, la bestaccia addenta la tua ciabatta.
Divertente la prima volta "ah ah boss, che simpatico che sei"
Snervante la seconda. " Boss cazzo, per l'amor di un dio canino, molla la ciabatta".
Alla terza parte il bestemmione mattutino.
Lui ci rimane piu o meno cosi:

(ingrandiscimelo cliccandoci sopra)
Ah dimenticavo. Un simpatico bambino della prima media ha deciso di darmi la sveglia ogni mattina alle 7. Perché il mio campanello? Perché è l'ultimo in basso e quindi l'unico alla portata di sto teppista foruncoloso. Gli auguro di crescere con molteplici turbe sessuali.
Il lavoro? va male
L'amore? va male
la salute? va male
Quando sono scarico torno a casa in abruzzo a ritemprarmi. Questo giro non posso. Perché? Perché ho avuto la simpatica idea di farmi il Piercing e io pensavo di poterlo togliere subito. No, non potete toglierlo subito, sappiatelo. Bisogna tenerlo almeno un mese.
Ora non so voi, ma io c'ho la mamma all'antica. Non abbastanza all'antica per riconoscere che il piercing è una pratica tribale prima di essere una moda di punkabestia o rocchettari. In poche parole se io torno a casa e mia madre mi vede col piercing immagino di sentirmi dire qualcosa del tipo: "FIGLIO PERCHE' HAI COMINCIATO A DROGARTI". Certo avrei potuto farlo in un posto meno visibile ma no mamma, non ti voglio abbastanza bene da bucarellarmi il pisello per la salute delle tue coronarie, perchè io ormai, ce lo sanno tutti, al mio pene ci voglio bene.
Quindi mi vedo costretto a rinunciare a rilassate passeggiate fra colline in fiore, cieli immensi e immenso amore. E poi ancora ancora amor per te. Ma sto divagando.
Avreste dovuto vederlo il mio Piercingatore (come si dice?). Voi come ve lo immaginate uno che fa i piercing? Ora non fate gli originali dicendo il contrario di quello che pensate, perché tanto lo pensate:
Grosso tatuato forato magari rasato e comunque con la faccia di uno che gli stai sul cazzo come metti piede nel suo negozio perchè sei un modaiolo del cazzo e noi qui vogliamo solo gente che faccia del piercing uno stile di vita e no figli di papà modaioli del cazzo va bene vado via no resta basta che paghi.
Io mi sono fatto fare il piercing da Magalli, praticamente. Tarchiatello brizzolato, con la camicia a scacchi e il fare di un geometra in pensione. Ma'.
Sono nervoso. Non è colpa mia. La caffettiera s'è rotta. Ci mette 20 minuti a far uscire il caffè, e ne escono si e no dieci gocce. Un concentrato di caffeina insomma. Quando esco per strada prendo a morsi la gente. Per fortuna c'è Boss dall'altra parte del guinsaglio che mi tira.
Ah, già! Non vi ho detto dove ho fatto il Piercing. Avanti, sono aperte le scommesse.
Chi lo sa però stia zitto che non vale.Ciclosporina, lo so che troveresti molto divertente dirlo, trattieniti.
